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582 10 2013 , 29 2014 . 785

Universita notizie
Due ricercatori del dipartimento di storia della Chiesa contemporanea della San Tichon hanno preso parte a Wittenberg alla conferenza internazionale dal titolo La Chiesa e il terrore rosso. I problemi della ricerca storica nellambito dei reati di epoca

Dal 4 al 6 novembre a Wittenberg si è tenuta la conferenza internazionale dal titolo La Chiesa e il terrore rosso. I problemi della ricerca storica nellambito dei reati di epoca staliniana, organizzata dallAccademia evangelica della Sassonia. Alla conferenza hanno partecipato alcuni rappresentanti dellUniversità San Tichon, studiosi del dipartimento di storia della Chiesa contemporanea, L. A. Golovkova e A.A. Kostrjukov.

La conferenza è stata aperta dal discorso del professore dellAccademia F. Kramer, seguito dalla relazione del redattore della rivista mensile Osteuropa Manfred Sapper. La relazione dal titolo Qualcosa di nuovo sul terrore rosso è stata dedicata al problema del terrore rosso visto attraverso i mass-media russi e tedeschi. Il secondo giorno è stato aperto dalla relazione del professore J. Beberovsky dellIstituto di storia dellUniversità Humboldt. La relazione è stata dedicata alle diverse fasi delle purghe staliniane e allinfluenza dei conflitti allinterno del partito sullandamento delle repressioni.

A.A. Kostrjukov, Dottore in scienze storiche, docente della San Tichon ha dedicato la sua relazione alla politica di Stalin nei confronti della Chiesa. la relazione di L.A. Golovkova trattava invece delle repressioni della Chiesa a Mosca. In particolare ha raccontato delle cupe prigioni staliniane, come Butyrskaja, Taganskaja e Suhanovskaja, ma anche dei quartieridella Lubjanka, trasformati in fabbriche di morte e delle prigioni meno note, come per esempio la prigione del Cremlino e dei diversi monasteri trasformati in campi di concentramento.

Il 6 novembre è intervenuta A. Giessen (Istituto di storia dellUniversità di Magdeburgo), la quale ha raccontato della ricezione nella società russa post-sovietica del terrore anticlericale dellepoca dellURSS. Giessen ha raccontato di diversi entusiasti che negli ultimi anni aprono nuovi musei delle repressioni sovietiche, con la consapevolezza che la memoria delle repressioni non è proporzionale allimmensità della tragedia del popolo russo.

Al termine della conferenza sono state tratte le conclusioni. I ricercatori hanno evidenziato una serie di ostacoli presenti nello studio delle repressioni nei confronti della Chiesa. Purtroppo, i partecipanti alla conferenza sono stati costretti ad ammettere che il principale problema al giorno doggi è leffettivo riserbo di molti fondi ed archivi russi.

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