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Lezione dello storico N.V. Kotreljov, Vyacheslav Ivanov e la rivoluzione del 1917

L8 dicembre 2017 nella sala di San Vladimir nelledificio principale della San Tichon, nellambito del ciclo di incontri sul 1917, il poeta, filologo e traduttore italianista Nikolaj Kotreljov ha tenuto una lezione dal titolo Vyacheslav Ivanov e la rivoluzione del 1917.

N.V. Kotroljov ha definito Vyacheslav Ivanov il maggior poeta della Russia del ventesimo secolo perché nessun poeta di quel tempo lo ha superato nella comunicazione creativa. È evidente linfluenza della sua poesia e della sua prosa nellopera di Zinaida Gippius, Dmitrij Merežkovskij, Valerij Brjusov e Konstantin Bal´mont. Allo stesso tempo, Ivanov è stato filosofo e amico di Florenskij e di Ėrn. È stato il poeta preferito dellultimo rappresentante della filosofia religiosa russa: Aleksei Losev.

La preistoria del rapporto di Vyacheslav Ivanov con la guerra è complicata. Lui non credeva in quel sistema sociale in cui viveva la Russia. Era un uomo della prima emigrazione, sarebbe stato pronto a tornare indietro, se in Russia avessero smesso di distruggere la chiesa. Ivanov accolse la prima rivoluzione come una tragedia.

Più tardi, quando nel maggio del 1917 si annunciò il concorso per la scelta dellinno del Governo provvisorio, Vyacheslav Ivanov scrisse un inno. La poesia di quello stesso periodo dal titolo Avanti, popolo libero ricorda la Marsigliese. Tuttavia, alla fine di maggio del 1917, in Russia, per il poeta si profilava già una prospettiva apocalittica.

Lelezione del patriarca Tichon per Vyacheslav fu un evento importante e infuse speranza. Tuttavia, già a novembre, iniziò a lavorare sul ciclo Canzoni del tempo torbido. Il popolo russo per lui era contemporaneamente sia popolo-portatore di Dio che il profugo Caino del paradiso.

Nellarticolo La rivoluzione e la coscienza del popolo, Ivanov sostiene che la rivoluzione dello spirito può essere soltanto religiosa, essa deve istaurare un legame tra luomo e Dio. Al contrario, la rivoluzione russa non è stata religiosa. Nellarticolo è stato anche sollevato il tema della responsabilità dellintelligencija nei confronti della storia rispetto alla rivoluzione.

Nel 1920 Vyacheslav Ivanov scappò da Mosca per andare a Baku, e poi in Italia. Secondo le parole del relatore dellincontro, Ivanov fuggì dalla Russia come da un mondo in cui non era possibile vivere.

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