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582 10 2013 , 29 2014 . 785

Universita notizie
Si è aperto il ciclo di letture di Medievistica presso la Sala del Concilio

Il 17 febbraio 2018 nella Sala del Concilio presso la sede centrale dellUniversità San Tichon ha avuto luogo la lezione Gli scaldi scandinavi e il loro pubblico del professore Fëdor Borisovič Uspenskij. Lincontro ha aperto il ciclo di letture aperte La Medievistica nella Sala del Concilio, organizzato dallUniversità insieme alla Scuola di scienze storiche dellHigh School of Economics.

Il vicerettore per le Relazioni Internazionali, arc. Georgij Orechanov, aprendo lincontro si è complimentato con i presenti per linizio del nuovo ciclo di letture pubbliche. Ha ricordato il ciclo di letture dellanno prima sul 1917 e ha richiamato lattenzione sul fatto che le letture sono svolte proprio nella Sala del Concilio, luogo santo per la Chiesa russa. Qui è avvenuto il Concilio Locale del 1917, in cui fu ripristinato il patriarcato in Russia e fu eletto il Patriarca Tichon. Molti partecipanti al concilio hanno subito repressioni, sono stati uccisi a causa della loro fede e ora sono stati canonizzati.

Il professor Fëdor Borisovič Uspenskij ha raccontato di un fenomeno unico nella cultura scandinava dellepoca vichinga: la poesia degli scaldi. Allinterno della poetica scaldica egli ha spiegato che cosa sia la poesia degli scaldi, che ruolo giocava il poeta nella società di allora, che cosa ha significato la poesia per gli antichi Scandinavi e che cosè un kenning.

La poesia scaldica si sarebbe sviluppata nel X secolo. Si tratta di una inestimabile fonte storica, ma estremamente difficile da comprendere a causa delle particolarità della forma poetica. Tuttavia gli Scandinavi non avevano difficoltà nella comprensione di tali testi: infatti la Scandinavia medievale era una comunità di poeti.

Gli scaldi erano un elemento importante nella società medievale: venivano inviati in qualità di messi con compiti diplomatici, nominavano gli zar e prendevano parte ai combattimenti. La poesia degli scaldi è ritenuta un fenomeno straordinario. Gli scaldi erano in qualche misura eredi degli sciamani: la loro poesia e il loro stile di esecuzione ha origine da una tradizione molto arcaica.

Lidea di questa poesia aveva un impatto diretto sulla realtà. I versi nella Scandinavia erano una forte arma politica. La poesia scaldica era infatti orientata allazione pratica.

Lelogio e la denigrazione avevano una funzione magica nella concezione dei Vichinghi. La poesia era capace di portare grazia o sfavore. Uno scaldo non solo scrive versi, ma infligge anche maledizioni. La predestinazione dello scaldo era legata più alla denigrazione che allelogio. Letimologia della parola scaldo, non accertata fino in fondo, proviene dalla parola skelden, che significa denigrare, sgridare, imprecare.

La tradizione della poesia scaldica, sorta nella comunità pagana, ha continuato a vivere nella comunità cristiana. Esponenti ecclesiastici scriveranno infatti successivamente produzioni poetiche in onore di Cristo, della madre di Dio e dei Santi secondo i canoni degli scaldi.

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